le migliore piattaforme per vendere vino online

Le migliori piattaforme e-commerce per vendere vino online

In questo articolo vedremo quali sono le migliori piattaforme e-commerce per vendere vino online, analizzando vantaggi e svantaggi di ognuna.

In collaborazione con Grapes

Vendite online: qual è la situazione attuale?

Vendere online è oggi un must, anche nel mondo del vino. Se nel 2009, a livello globale, l’online rappresentava solo l’1% delle vendite di vino del canale off-trade, nel 2019 e nel 2020 la percentuale è salita rispettivamente al 7% e al 12% (Beverfood su dati Nomisma Wine Monitor). A dimostrare questa nuova tendenza c’è anche il forte aumento della richiesta di asset necessari alla vendita online, come gli imballaggi per spedizione di bottiglie NakPack.

I dati indicano una tendenza positiva molto chiara, e le previsioni rilevano che questo trend è destinato a consolidarsi in futuro.

Come scegliere il canale giusto per vendere vino online?

Una volta comprese le opportunità che questo canale ci apre per incrementare le vendite di vino, passiamo ora alla parte più pratica.

Da dove iniziare?

Prima di tutto, bisogna scegliere la piattaforma ecommerce attraverso la quale vendere vino online.

Per le cantine, sono tre i canali principali attraverso i quali vendere i propri prodotti sul web:

  1. Ecommerce di proprietà
  2. Marketplace
  3. Siti di flash sales

Ciascuna di queste opzioni ha pregi e difetti che è importante ponderare adeguatamente per poter pianificare al meglio la propria strategia di vendita online.

Vediamoli insieme uno ad uno!

1. Ecommerce di proprietà

Si tratta di un negozio online specificamente rivolto alla vendita dei prodotti del brand che lo possiede. 

Nel caso di ecommerce di proprietà, è l’azienda produttrice che detiene un dominio attraverso il quale vende i suoi vini direttamente al consumatore finale, tramite una piattaforma ecommerce.

I vantaggi di un e-commerce di proprietà per vendere vino online

Il vantaggio principale di questa soluzione è quello della personalizzazione: i gestori dell’e-shop, infatti, godono di piena libertà circa le scelte relative a funzionalità, struttura ed estetica del proprio sito web. In questo senso, l’e-commerce diventa un importante strumento di marketing e branding, in cui tutti gli aspetti della piattaforma possono essere customizzati per offrire all’utente un’esperienza d’acquisto unica, che ricordi in tutto e per tutto la personalità del brand cui si riferisce.

Gli svantaggi

Questo indiscutibile vantaggio, tuttavia, è controbilanciato da alcune criticità che è bene considerare attentamente quando si decide di investire in un e-commerce di proprietà. 

  1. In primo luogo, un e-commerce deve essere creato; pertanto sarà necessario allocare risorse specifiche (umane e finanziarie) alla realizzazione dell’infrastruttura. 
  2. Una volta realizzato, l’e-commerce deve essere reso noto. Non solo ai consumatori finali, ma anche ai motori di ricerca. Ogni nuovo sito web, infatti, deve conquistare la propria quota di visibilità sulla rete. Per farlo è necessario investire una percentuale del proprio budget in strategie mirate ad incrementare il proprio posizionamento online tramite tecniche di SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) o sponsorizzazioni a pagamento. 
  3. Quando l’es-hop è live e visibile, la gestione di tutte le attività connesse al processo di vendita online (es: modalità di pagamento, politiche di reso, tipologie di consegna etc.) ma anche la programmazione commerciale (es: promozioni e sconti).
l'APP di VIVINO per vendere vini online

2. Marketplace

I marketplace sono dei veri e propri shopping center digitali; si tratta di piattaforme di intermediazione commerciale che facilitano le transazioni online tra rivenditori e acquirenti

I marketplace possono essere orizzontali o verticali.

  • Marketplace orizzontali: ospitano prodotti e aziende appartenenti alle più svariate nicchie commerciali (es: Amazon, eBay e AliExpress)
  • Marketplace verticali: sono specializzati in un settore specifico (es: Zalando per scarpe e abbigliamento, ePrice per tecnologia ed elettrodomestici)

Inoltre, non tutti i marketplace si rivolgono necessariamente ai consumatori al dettaglio. Alibaba, ad esempio, è un marketplace B2B che offre alle imprese un servizio di vendita all’ingrosso efficiente e competitivo, che ha in AliExpress la sua divisione specializzata nella vendita B2C.

In tutti i casi, comunque, i marketplace sono aggregatori di brand e prodotti in uno spazio che agevola l’incontro tra domanda e offerta.

I vantaggi della vendita tramite Marketplace

Per i produttori, i vantaggi di questa opzione sono molteplici.

  • Innanzitutto, la possibilità di “affittare” un proprio spazio all’interno di una piattaforma già esistente esonera il rivenditore dalla necessità di investire le proprie risorse nello sviluppo di un e-commerce di proprietà. 
  • La creazione di un proprio corner all’interno di un marketplace permette inoltre di beneficiare della visibilità di cui la piattaforma già gode. Si tratta di un vantaggio di non poco conto, se si considera che, nel caso di un e-commerce di proprietà, una parte significativa del budget deve essere finalizzata al miglioramento del posizionamento e all’incremento del traffico web.
  • Le principali attività di gestione (come fatturazione, logistica, resi, marketing) sono a carico dei provider del marketplace, mentre all’affittuario dello spazio sulla piattaforma non resta che dedicarsi ad attività limitate e specifiche (es: descrizioni dettagliate e precise dei prodotti, aggiornamento degli stock, definizione dei prezzi di uscita etc.).

Gli svantaggi

Tra i principali svantaggi, si annoverano invece i seguenti.

  • Chi decide di vendere i propri prodotti su un marketplace deve pagare al provider una commissione, che viene generalmente interpretata come percentuale sulle vendite. In altre parole, il margine su ciascuna vendita, invece che essere interamente intercettato dal rivenditore, viene in parte “condiviso” con i proprietari della piattaforma. È il prezzo che si paga per evitare gli investimenti e le difficoltà a cui inevitabilmente si espone chi, invece, decide di aprire un e-commerce di proprietà. 
  • Competizione interna: spesso, le aziende presenti sui marketplace vendono prodotti molto simili tra loro, con un livello di differenziazione irrilevante. Per questa ragione, il rischio di cadere nell’anonimato è concreto. Emergere rispetto ai competitor presenti sulla piattaforma può non essere facile e richiede un impegno costante, nonché la conoscenza approfondita delle dinamiche dinamiche interne a ciascun marketplace.

Infine, difficilmente i marketplace sono strumenti di branding. Dato che la possibilità di personalizzazione è ridotta al minimo, le peculiarità del brand vengono poco espresse.

veepee store online

3. Siti di Flash Sales

I siti di Flash Sales sono dei portali dedicati alle vendite online a tempo.

L’idea è scaturita durante la recessione del 2008/2009, che ha posto la necessità di agevolare la vendita dell’invenduto in un momento in cui il potere d’acquisto dei consumatori si era decisamente assottigliato. La logica dei forti sconti a tempo nasce quindi dal tentativo di rendere l’offerta particolarmente accattivante per l’utente finale, che viene indotto all’acquisto di impulso dall’urgenza generata dalla limitatezza temporale dello sconto. 

Vantaggi e svantaggi nel vendere vino online tramite siti di Flash Sales

Due sono i principali vantaggi di questa opzione.

  • I grandi gruppi di flash sales (es: Veepee, Westwing) hanno un potere pubblicitario molto più elevato di quello delle singole aziende che offrono i propri deal su questi portali. Ciò permette di raggiungere un’audience molto ampia, sia quantitativamente che geograficamente. 
  • Oltre a consentire di liberare il magazzino e concludere più vendite, la logica del deal è molto efficace per attrarre nuovi consumatori, magari raggiungendo un segmento che resterebbe normalmente tagliato fuori dal consueto target sui canali principali dell’azienda. 

Se non organizzata con cura tenendo conto anche dei prezzi presenti sul mercato sino al momento, il rischio maggiore potrebbe essere quello della svalutazione del brand.

Confronto e considerazioni finali per vendere vino online

Come si è visto, e-commerce di proprietà, marketplace e siti di flash sales costituiscono i tre canali principali attraverso i quali una cantina può vendere i propri prodotti. Ciascuno risponde ad una logica diversa, che è importante valutare alla luce della cultura aziendale che si intende perseguire. Se nell’e-commerce di proprietà i maggiori margini di profitto ripagano il considerevole investimento iniziale, nel caso dei marketplace una minor marginalità viene controbilanciata dalla possibilità di godere della visibilità della piattaforma. I siti di flash sales, invece, consentono di attrarre nuovi utenti con deal imperdibili, con l’opportunità per la cantina di vendere grandi quantitativi in poco tempo, ma con il rischio che la logica della svendita svaluti il brand.

Va precisato che queste opzioni non sono mutualmente esclusive, in quanto è perfettamente plausibile, ad esempio, avere un e-commerce di proprietà ma “appoggiarsi” anche ad un sito di flash sales, oppure essere contestualmente presenti su un popolare marketplace. Per scegliere la strategia più adatta è necessario valutare pro e contro di ciascuna piattaforma alla luce degli specifici obiettivi che l’azienda intende perseguire

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